Proposta APPC

Valorizzare la proprietà immobiliare e rilanciare l’economia

Proposta A.P.P.C. : Valorizzare la proprietà immobiliare e rilanciare l’economia

Il nostro paese è caratterizzato dalla presenza di una alta percentuale di proprietari immobiliari.
La maggioranza dei cittadini italiani è proprietario dell’immobile in cui vive e moltissimi sono i piccoli proprietari che hanno investito i frutti di una vita di sacrifici in immobili da dare in locazione.

Gli immobili di proprietà di persone fisiche sono 57 milioni, il 60 % destinato ad abitazione principale in essi vive il il 75,2% delle famiglie.
Due sono quindi i soggetti che interessano l’ambito di azione rappresentanza della APPC: i proprietari che godono della propria abitazione e i risparmiatori che hanno investito per dare in locazione.

Altro aspetto significativo è la tipologia della composizione degli edifici immobiliari nei condomìni abitano 28 milioni di cittadini.
È chiaro quindi che un intervento nel settore edilizio non può non coinvolgere necessariamente: condominio, locazione, trasferimenti immobiliari, fiscalità del settore delle abitazioni e degli immobili commerciali.
L’altra premessa importante è che da sempre, nella esperienza italiana in particolare, il motore della ripresa è innescato dall’edilizia. Lo fu con il Piano Fanfani del 1949 che avviò con una legge coraggiosa, seguita a distanza di 5 mesi da regolamenti e norme attuative, il miracolo italiano, la più grande crescita a livello mondiale del dopo guerra.
Dobbiamo intervenire sia sulla situazione contingente legata alla crisi mondiale del coronavirus che in termini strutturali complessivi.

Rilanciare il settore edilizio significa dare un contributo essenziale e significativo alla occupazione e all’incremento del Pil.
Rispetto al Piano Fanfani la filosofia che deve guidarci non è più quella dell’intervento per nuove costruzioni, ma il recupero in termini di efficienza energetica, sismicità, sicurezza generale, aspetto architettonico e vivibilità del patrimonio esistente.

La vecchia politica degli incentivi fiscali con le detrazioni e le cessioni di credito non può funzionare, sia perché i redditi assoggettati a tassazione verranno erosi sia perché mancherà liquidità ai soggetti che debbono intervenire.

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