Comunicati

Rigenerazione urbana, case green, commissione europea sul disagio abitativo, piano casa nazionale, riforma urbanistica

Le analisi e le proposte di Appc, documento introduttivo.

di Vincenzo Vecchio:

Il presente presenta un primo contributo di proposteย  APPC ย al senatore Maurizio Gasparri a Palazzo Madama, promotore del Disegno di Legge sulla rigenerazione urbana, e allโ€™onorevole Erica Mazzetti a Montecitorio, prima firmataria della proposta di Riforma Urbanistica. Si tratta di ย due documenti, frutto delle riflessioni del gruppo dirigente APPC e coordinati con il segretario nazionale.

Altri materiali seguiranno nei prossimi incontri.

รˆ stato un impegno di due giornate intense, rese perรฒ piรน piacevoli dal constatare come Roma stia migliorando, mostrando segnali evidenti di ordine, pulizia e organizzazione. Presto presenteremo una nostra proposta alla Commissione Europea a Bruxelles.

Abstract

Il documento affronta in modo critico e articolato lโ€™attuale frammentazione normativa in materia di edilizia residenziale, rigenerazione urbana e politica abitativa, mettendo in luce le contraddizioni tra misure nazionali, regionali e direttive europee. La fine degli incentivi fiscali straordinari, come il Superbonus, evidenzia l’urgenza di un nuovo modello di intervento strutturale e sostenibile. In questo contesto si inserisce la Direttiva UE โ€œCase Greenโ€, che impone standard energetici minimi per gli edifici entro il 2030-2033, richiedendo unโ€™azione concertata degli Stati membri.

Il testo esamina i disegni di legge italiani (Gasparri e Mazzetti) sulla rigenerazione urbana e lโ€™urbanistica, criticando lโ€™assenza di un Piano Casa nazionale organico. Viene analizzato il crescente disagio abitativo, anche a livello europeo, e si propone lโ€™istituzione di un Fondo per lโ€™Abitare Sostenibile. Ampio spazio รจ dedicato al ruolo delle amministrazioni locali nella gestione degli immobili degradati e al potenziale, spesso ignorato, del condominio come soggetto attivo nella rigenerazione urbana e nella transizione ecologica.

Infine, la proposta dellโ€™APPC punta a una riforma profonda che semplifichi le procedure, favorisca lโ€™accesso ai finanziamenti e dia centralitร  al condominio, anche tramite la valorizzazione della figura dellโ€™amministratore.

Si auspica un cambio di paradigma: dalla frammentazione normativa a una strategia coordinata e pragmatica, in cui la casa torni ad essere un bene primario e il condominio un protagonista della trasformazione urbana.


Sommario

La fine del sistema degli incentivi fiscali alla riqualificazione edilizia. 2

La direttiva europea โ€œCase Greenโ€ 2

Disegni di legge nazionali sulla rigenerazione urbana e sulla riforma urbanistica (Gasparri e Mazzetti) 3

Piano Casa e Salva Casa 3

Disagio abitativo e piano casa europeo 3

Immobili degradati e poteri del sindaco: il ruolo dellโ€™amministrazione comunale nella gestione delle situazioni di degrado edilizio 4

Il condominio: il grande assente della politica abitativa italiana ed europea 4

La proposta di APPC 5

Rigenerazione urbana, case green, commissione europea sul disagio abitativo, piano casa, immobili degradati

Il comparto immobiliare, e in particolare quello residenziale, รจ oggi al centro di una stratificazione normativa composita e talvolta contraddittoria, frutto di disposizioni nazionali, regionali, proposte legislative in itinere e direttive europee in via di recepimento. In mancanza di un disegno organico e coordinato, tale complessitร  rischia di produrre incertezza giuridica e operativa, con ricadute negative sulla valorizzazione, gestione e rigenerazione del patrimonio edilizio italiano.

La fine del sistema degli incentivi fiscali alla riqualificazione edilizia.

La sostanziale abolizione del sistema di incentivi fiscali a favore degli interventi di efficientamento energetico e ristrutturazione ha messo in luce le distorsioni prodotte da un modello agevolativo non permanente, non realistico ed economicamente incompatibile con il bilancio dello stato. Le misure come il Superbonus 110% (art. 119 D.L. 34/2020) e il Bonus Facciate (art. 1, commi 219-224, L. 160/2019), benchรฉ concepite per stimolare la riqualificazione, hanno generato effetti perversi sul bilancio pubblico, sul mercato edilizio e generato molte truffe e vertenze giudiziarie.

Le agevolazioni fiscali ordinarie risultavano accessibili esclusivamente a contribuenti dotati di sufficiente capacitร  fiscale e disponibilitร  finanziaria per anticipare delle somme da recuperare, almeno parte, in un arco temporale di dieci anni. Lโ€™estensione della flat tax ha ulteriormente ridotto la platea dei beneficiari.

La direttiva europea โ€œCase Greenโ€

La Direttiva UE 2024/1275, recentemente approvata dal Parlamento e dal Consiglio Europeo, prevede che entro il 2030 tutti gli edifici residenziali raggiungano almeno la classe energetica E, ed entro il 2033 la classe D. Lโ€™obiettivo della neutralitร  climatica al 2050 richiede un impegno immediato e strutturato da parte degli Stati membri, evitando i consueti ritardi dell’approccio “allโ€™italiana”.

Il recepimento della direttiva implicherร  interventi massicci di riqualificazione, che non possono gravare solo sui privati. รˆ indispensabile prevedere forme di supporto equo e sostenibile, eventualmente integrate con fondi europei come il Next Generation EU o il Fondo per la Transizione Giusta. Per i nostro paese รจ prioritario lโ€™intervento sulla sicurezza e sulla salvaguardia del territorio al fine anche di evitare eventi catastrofali.

Disegni di legge nazionali sulla rigenerazione urbana e sulla riforma urbanistica (Gasparri e Mazzetti)

Sono in fase di esame:

  • il Disegno di legge Gasparri (AS 1131), finalizzato a rilanciare la rigenerazione urbana e a semplificare le procedure edilizie e urbanistiche per interventi di recupero e riuso;
  • la riforma urbanistica dellโ€™on. Mazzetti, che propone una revisione della pianificazione urbanistica, piรน snella e coerente con gli obiettivi di sostenibilitร .

Questi disegni di legge si muovono nella giusta direzione e rispondono a esigenze reali, ma rischiano di essere ostacolati da logiche di parte e rivalitร  interne alla stessa maggioranza parlamentare.

Manca lโ€™obbligo della dotazione di un โ€œfascicolo del fabbricatoโ€ e delle polizze catastrofali anche per gli edifici abitativi.

Piano Casa e Salva Casa

Ad oggi, non si รจ ancora concretizzato e neanche abbozzato in termini generali un Piano Casa nazionale dotato di coerenza strategica e temporale, chiarezza normativa e copertura finanziaria. Il cosiddetto โ€œSalva Casaโ€, contiene alcuni spunti utili per la regolarizzazione delle difformitร  edilizie minori, ma mostra limiti operativi e mancanza di visione di sistema.

Eโ€™ bene ricordare lโ€™ultimo vero Piano Casa, ovvero il Piano Fanfani del 1949 (L. 43/1949), che rappresenta tuttora lโ€™unico esempio organico di politica pubblica per lโ€™edilizia residenziale popolare.

Il Piano Fanfani costituรฌ un intervento straordinario e sistemico, volto a fronteggiare la crisi abitativa del dopoguerra attraverso:

  • finanziamenti pubblici strutturati;
  • Coinvolgimento del risparmio privato (2/3 dei finanziamenti furono privati)
  • programmazione edilizia a livello nazionale;
  • forte coinvolgimento degli enti locali e degli IACP (oggi Aler);
  • costruzione di alloggi a canone calmierato.

Quel modello, pur datato, contiene ancora oggi elementi validi in termini di visione, intervento strutturale e attenzione al disagio abitativo. Oggi non andrebbe diretto a nuove costruzioni, ma al recupero del patrimonio immobiliare esistente.

Disagio abitativo e piano casa europeo

Il Parlamento Europeo ha recentemente riconosciuto formalmente lโ€™esistenza di una crisi abitativa diffusa allโ€™interno dellโ€™Unione, aggravata dal rincaro degli affitti e dalla riduzione dellโ€™offerta di edilizia accessibile. La carenza di immobili in locazione a canoni sopportabili รจ la vera emergenza che blocca sviluppo e mobilitร  territoriale.

Una politica abitativa europea presuppone:

  • lโ€™armonizzazione normativa tra i 27 ordinamenti giuridici nazionali in materia di costruzione, locazione e rigenerazione;
  • lโ€™introduzione di un quadro normativo comune, eventualmente attraverso un regolamento vincolante, in grado di uniformare le misure a livello UE;
  • lโ€™allocazione di risorse del bilancio europeo in un Fondo per lโ€™Abitare Sostenibile, destinato ai Paesi con maggiori criticitร .

Tuttavia, lโ€™attuazione di un Piano Casa europeo richiede preliminarmente un’analisi comparata del settore abitativo nei diversi Stati membri, in grado di identificare le divergenze normative, fiscali e procedurali che rappresentano veri e propri โ€œfocolai normativiโ€ o โ€œmetastasiโ€ giuridiche da curare con urgenza.

Immobili degradati e poteri del sindaco: il ruolo dellโ€™amministrazione comunale nella gestione delle situazioni di degrado edilizio

Lโ€™incremento e lโ€™entitร  del numero di edifici in stato di grave degrado o abbandono, in particolare nei contesti urbani piรน fragili, impone un intervento organico e deciso da parte del legislatore.

Lโ€™art. 12-ter del D.L. 32/2019 (Sblocca Cantieri) consente al sindaco, ai sensi dellโ€™art. 50, comma 5, del D.Lgs. 267/2000 (TUEL), di dichiarare con ordinanza lo stato di degrado di un edificio condominiale. La norma che ha avuto solo sporadiche e insignificanti applicazioni prevede che se sussistono i presupposti dellโ€™art. 1105, comma 4, c.c. (inerzia o conflitti tra i condomini), il giudice possa nominare un amministratore giudiziario con poteri sostitutivi rispetto allโ€™assemblea, per adottare gli interventi urgenti necessari.

Questa norma, sebbene rappresenti un importante passo in avanti, richiede oggi un’estensione e un rafforzamento, affinchรฉ possa essere applicata a qualunque edificio โ€“ anche non condominiale โ€“ in stato di degrado, prevedendo:

  • un quadro di intervento piรน chiaro e tempestivo per i Comuni;
  • strumenti finanziari dedicati (ad esempio, accesso agevolato al credito o fondi pubblici di sostegno);
  • e procedure semplificate per la nomina dellโ€™amministratore giudiziario e per lโ€™esecuzione delle opere urgenti.

Solo attraverso un approccio integrato e realmente operativo si potrร  affrontare efficacemente il tema del degrado edilizio, tutelando la sicurezza pubblica e il decoro urbano, e restituendo dignitร  a interi comparti delle nostre cittร .

Il condominio: il grande assente della politica abitativa italiana ed europea

Nella stratificazione normativa descritta, il condominio โ€“ che rappresenta circa il 70% degli immobili residenziali italiani, in esso ci vivono oltre 40 milioni di abitanti โ€“ continua ad essere ignorato nei piani di rigenerazione, riqualificazione ed efficientamento.

รˆ dunque urgente:

  • Semplificare la normativa condominiale, anche in materia di delibere assembleari (art. 1136 c.c.), per facilitare lโ€™approvazione degli interventi di riqualificazione;
  • Abrogare il n. 4 del comma 1 dellโ€™art. 1135 c.c. (fondo obbligatorio)
  • Introdurre incentivi specifici per gli edifici in condominio a livello procedurale;
  • Abilitare i condomรฌni, a cui va riconosciuta personalitร  giuridica, ad accedere direttamente ai finanziamenti PNRR, ai fondi europei strutturali e a mutui bancari;
  • Promuovere la realizzazione di comunitร  energetiche ai sensi del D.Lgs. 199/2021, con linee guida dedicate superando la burocratizzazione delle attuali procedure.

La proposta di APPC

La frammentazione normativa, lโ€™assenza di una cabina di regia unitaria e lโ€™emarginazione del condominio dalle politiche abitative rendono urgente un ripensamento strutturale delle strategie legislative in materia di edilizia residenziale.

Lโ€™APPC (Associazione Piccoli Proprietari Case ) avvierร  un percorso di elaborazione normativa e operativa, su ciascun punto critico evidenziato basato su:

  • semplificazione legislativa sostenendo il disegno di legge Gasparri sulla rigenerazione urbana e la proposta di legge Mazzetti sulla legge delega per lโ€™urbanistica;
  • sostenibilitร  economica attraverso lโ€™individuazione di un sistema di finanziamento che utilizzi prevalentemente risorse private evitando di aumentare il debito pubblico (prestiti generalizzati di lungo periodo โ€“ 40 anni – a tasso zero con garanzia ipotecaria a favore dello stato o dellโ€™ente erogatore);
  • centralitร  del condominio nella rigenerazione urbana e nella transizione energetica.
  • modifica dellโ€™istituto condominiale per renderlo piรน snello nelle procedure deliberative e intervenendo sulla formazione e professionalitร  degli amministratori.

In un contesto normativo instabile e contraddittorio, occorre agire con visione sistemica, pragmatismo e responsabilitร  istituzionale, riportando al centro del dibattito la casa come bene primario e il condominio come soggetto collettivo da valorizzare.

Vincenzo Vecchio Presidente Nazionale di Appc