𝗔𝗙𝗙𝗜𝗧𝗧𝗜 𝟮𝟬𝟮𝟲: 𝗖rescono i contratti AGEVOLATI
I nuovi dati dell’Agenzia delle Entrate mostrano un crescente interesse per le locazioni a 𝗰𝗮𝗻𝗼𝗻𝗲 𝗰𝗼𝗻𝗰𝗼𝗿𝗱𝗮𝘁𝗼.
Ma quando conviene davvero a un proprietario? La 𝗰𝗲𝗱𝗼𝗹𝗮𝗿𝗲 𝘀𝗲𝗰𝗰𝗮 𝗮𝗹 𝟭𝟬% spetta sempre? E quale Accordo territoriale bisogna applicare?
Nel nostro nuovo approfondimento spieghiamo:
✅ come si calcola il canone concordato;
✅ quando serve l’attestazione di rispondenza;
✅ che cosa verificare prima di firmare un contratto;
✅ quali Accordi territoriali valgono nelle province di 𝗕𝗲𝗹𝗹𝘂𝗻𝗼 𝗲 𝗧𝗿𝗲𝘃𝗶𝘀𝗼.
📋 Un canone più basso di quello libero può anche produrre un risultato netto competitivo, ma ogni situazione deve essere valutata con attenzione.
Le statistiche dell’Osservatorio del Mercato Immobiliare (OMI) dell’Agenzia delle Entrate relative al secondo trimestre 2026 fotografano un mercato della locazione abitativa in movimento. In Italia sono state registrate 248.180 nuove locazioni abitative, con un aumento del 3,1% rispetto allo stesso periodo del 2025. Il valore complessivo dei canoni annui raggiunge 1,681 miliardi di euro, in crescita del 6,3%.
Sono numeri che meritano una lettura attenta, soprattutto da parte dei piccoli proprietari. La prima precisazione è anche la più importante: l’aumento del 6,3% del valore complessivo non dimostra che ogni singolo affitto sia aumentato del 6,3%. È un risultato aggregato, che può dipendere da fattori molto diversi fra loro:
- dal numero dei contratti registrati;
- dalla loro durata;
- dalla tipologia delle locazioni;
- dalle caratteristiche degli immobili;
- dalla distribuzione geografica dei contratti.
La seconda precisazione riguarda la natura del documento: quelle dell’OMI sono statistiche nazionali, non una nuova norma. Non introducono obblighi, non modificano i contratti già in corso e non autorizzano da sole alcun aumento del canone. I dati sono consultabili nelle statistiche trimestrali dell’Agenzia delle Entrate e nella sintesi pubblicata dall’Agenzia.
