APPC e Governo conte

Stati generali senza la casa

A Villa Pamphilj il Premier Conte ha giustamente invitato anche i “cittadini comuni” ,persone che, secondo quanto riporta la stampa, hanno scritto al presidente del Consiglio il quale ha deciso di ascoltarli durante la grande assise degli Stati Generali.

Apprendiamo così , da Rainews, che agli incontri hanno partecipato un direttore d’albergo di Ostuni, un ristoratore di Cesena, un musicista dei Castelli Romani, il titolare di un negozio di scarpe, un’accompagnatrice turistica e altri fortunati concittadini provenienti da tutta la penisola .

Sembra che la sfilata romana non abbia scontentato nessuno, dai vignaioli ai piscicultori a tutta la babele di sigle, la maggior parte sconosciute ai più, associative e sindacali, con l’eccezione della piccola proprietà immobiliare che evidentemente non è ritenuta degna di interloquire in simil consesso.

Forse una maggiore attenzione sarebbe stata opportuna, visto che le conseguenze nefaste delle morosità da lockdown si sono abbattute come un terribile colpo di maglio sui piccoli proprietari che già stavano subendo da anni la svalutazione del proprio patrimonio immobilare mentre non pare che il prelievo fiscale si sia parimenti ridotto.

Attendiamo interventi concreti, iniziative di ampio respiro che non si limitino ad affrontare l’emergenza ma che mettano al centro la casa come bene primario delle famiglie e non come cespite dei grandi patrimoni o plusvalenza delle società immobiliari. Strano governo quello che ignora i piccoli e ascolta solo i grandi. Dimenticando anche l’art. 47 della Costituzione “la Repubblica favorisce l’accesso del risparmio popolare alla proprietà dell’abitazione”. Una dimenticanza che viene da lontano e che non riguarda solo l’attuale esecutivo ma che in questi drammatici momenti è intollerabile e ingiustificabile.

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