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La proroga biennale dopo il primo quinquennio si applica anche per i vecchi contratti concordati?

Con riferimento ai contratti di locazione stipulati ai sensi dell’art. 2 co.3 della legge 431/98, della durata di anni 3+2, dopo lo spirare dei primi 5 anni per un ventennio si è assistito ad una evidente disomogeneità del trattamento all’interno dei diversi Uffici dell’Agenzia delle Entrate, i quali hanno ritenuto che dopo la prima proroga biennale, le successive proroghe non potevano avere una durata biennale.

Quali criteri adottare per rendere intellegibile il rendiconto condominiale?

Da qualche tempo imperversano nel mondo dei software commerciali di gestione dei condomini sacerdoti dell’“ingegneria contabile” condominiale, concependo gestionali in partita doppia, in contabilità a “T”, eccetera che nulla hanno a che spartire con i precetti previsti per il condominio dalla Legge di riforma n.220/2012.

Obiettivi degli amministratori di condominio…

Se, come qualcuno paventa, interverranno fattori esterni o piuttosto interni a modificare il quadro politico del paese, tutta la discussione sul ventilato registro degli amministratori di condominio finirà per essere relegato nel dimenticatoio dei più o meno seri propositi dei nostri governanti.

Quali sono le priorità del mondo condominiale?

Il dibattito sugli amministratori di condominio non si è mai interrotto, infatti è tornato di attualità rilanciare l’atavico dilemma: Albo si o no? Registro si o no?

Ma la domanda più urgente è forse un’altra.

L’obbligo del rendiconto della gestione condominiale

La novella legislativa n.220/2012 all’articolo 1130 c.c. 1° co., n.10) dispone che l’amministratore deve redigere il rendiconto condominiale annuale della gestione e convocare l’assemblea per la relativa approvazione entro centottanta giorni.

Con la flat tax riparte il mattone…. e l’Italia!

Con la tassa piatta (flat tax) riparte il mattone e con il mattone riparte l’Italia.
Lo scorrere inesorabile del tempo, le compagini governative che si succedevano, la ferma tenacia dell’Appc, che sottolineava come l’imposizione fiscale sugli immobili deprimesse tutto il comparto immobiliare e la conseguente rivendicazione di un cambio di rotta con un alleggerimento del carico fiscale del mattone, che aveva messo in ginocchio tutto il settore immobiliare, con una perdita di centinaia di migliaia di posti di lavoro: questo lo scenario in cui chi faceva questa “richiesta- denuncia” era considerato un vero marziano.