Comune della Spezia: No dell’APPC al palesato aumento dell’IMU sui canoni concordati!

Sui canoni concordati, la giunta Peracchini sta lavorando per servire al cittadino l’aumento dell’imu al 6 per mille, rispetto all’attuale 4,6: siamo alle solite! Per esigenze di bilancio, o meglio per fare cassa, la Giunta intende aumentare l’IMU su questo canale, e ancora una volta a pagare sarà l’anello più debole del pianeta casa: è quanto l’Appc, Associazione piccoli proprietari case, organizzazione storica della proprietà, tra le più rappresentative, denuncia con preoccupazione.

Dal taglio degli sprechi si potrebbero generare risorse, se non per tagliare le tasse, almeno per mantenerne il peso!

Vale la pena rilevare quanto l’affitto “concordato”, nel Comune della Spezia, complice la sensibilità di precedenti amministrazioni, abbia costituito e costituisca uno strumento calmierante in campo locativo, contribuendo a risolvere molte emergenze legate alla casa con l’immettere sul mercato della locazione un numero considerevole di immobili tenuti prima sfitti, esercitando anche quella leva sociale che, nel nostro territorio, ha contribuito a disinnescare il disagio abitativo, visto che i soggetti, che si rivolgono a questo canale, non hanno risorse economiche sufficienti per poter accedere agli affitti a canone libero.

Anzi, questa tipologia di contratto ha consentito alle fasce più deboli il reperimento di una casa, laddove l’Ente locale non vi ha potuto fare fronte, a causa della carenza, o dell’indisponibilità di immobili di edilizia popolare e di edilizia convenzionata, che non sono più sufficienti alle esigenze delle famiglie spezzine, che richiedono un alloggio in affitto.

Da non sottovalutare anche che, laddove il canale perdesse competitività, si potrebbe avere l’instaurarsi del dominio dell’opzione turistica, nei confronti del residenziale, ed il reperimento di una casa diventerebbe sempre più difficile e complicato.

Infine è da rilevare, come, nel nostro Comune, il contratto “concordato” abbia, nella sua peculiarità, concorso alla diminuzione degli sfratti per finita locazione e per morosità.

L’aumento potrebbe contribuire a fare diventare, di nuovo, esplosiva la condizione del disagio abitativo, riportandoci agli anni duemila: siamo certi che questa amministrazione non vorrà innescare nuove tensioni, trascinate da un aumento dell’IMU su questo canale, incidendo, comunque, sulla sua appetibilità, nonostante il mantenimento delle altre agevolazioni fiscali.

dott. Flavio Maccione

presidente provinciale APPC

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