Il governo Gentiloni affonda il mercato immobiliare già in profondo rosso

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Il 29 Agosto u.s., nella compravendita immobiliare, è entrata in vigore la norma sul deposito del prezzo presso il notaio rogante, già contenuta nella legge 27.12.2013, n° 147, il cui dispositivo attuativo prevede alcune modifiche contenute nella “Legge annuale per il mercato e la concorrenza” del 04.08.2017, n° 124, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n° 189 del 14.08. 2017.

Ciò significa che le parti contraenti, o anche solo una di loro, potranno chiedere al notaio di aderire alla norma, che prevede il deposito del prezzo di vendita e, nello specifico, l’assegno di pagamento, relativo al saldo pattuito, dovrà essere intestato al notaio rogante; questi lo dovrà depositare su apposito conto corrente dedicato, fino alla trascrizione del trasferimento di proprietà, che è previsto entro giorni trenta.

Gli interessi maturati sul deposito andranno a favore dello Stato, che li destinerà ad un fondo per le piccole e medie imprese.

E’ questa l’ennesima gabella che il governo Gentiloni ha voluto porre nell’asfittico mercato immobiliare, senza mettere in conto i costi che comporterebbe una tale operazione: questi, inevitabilmente, andranno a carico dell’acquirente: è, pertanto, necessario ponderare attentamente costi e benefici.

Mi auguro che la disciplina sul deposito, resa facoltativa dalla norma, non venga attuata per evitare le conseguenze farraginose che ne derivano, anche se, ad una prima lettura, sembrerebbe che una delle parti non possa opporsi alla scelta dell’altra, in quanto l’opzione di avvalersi del deposito è un’operazione potestativa, d’ordine pubblico e, quindi, inderogabile.

dott. Flavio Maccione

segretario generale nazionale Appc

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