La certificazione di stabilità obbligatoria non passa attraverso un progetto strutturato di prevenzione

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Le dichiarazioni rese, a fronte del recente fatto di cronaca di Torre Annunziata, dal Ministro alle Infrastrutture, Franco Del Rio, non possono che lasciarci stupefatti, infatti pensare di dotare i fabbricati dell’obbligo del certificato di stabilità, che intenderebbe inserire nella prossima legge di stabilità, non può considerarsi la panacea di tutti i mali.

Il provvedimento paventato appare del tutto non strutturato, inoltre legare tale certificazione alle compravendite ed alle locazioni influirà negativamente, sottoponendo i proprietari ad un ennesimo balzello, che contribuirà all’immobilizzazione del già asfittico settore immobiliare.

L’Appc è contraria ad obblighi che hanno solo l’effetto, dal punto di vista politico, di voler distogliere l’attenzione dai veri problemi di sicurezza dei fabbricati, in particolare, è auspicabile istituire “presidi dicontrollo ad hoc” presso tutti gli Enti locali che possano esprimere valutazioni vincolanti prima del rilascio dell’autorizzazione e con funzioni di accertamento di successiva idoneità ad intervento di ristrutturazione effettuato.

Ma, come più volte sollecitato da Appc, il problema della sicurezza deve essere affrontato con provvedimenti che la incentivino, come quelli previsti dal sismabonus, che dovrebbero permanere nel nostro ordinamento.

Non va perso di vista che investire sulla sicurezza dei fabbricati è un atto di civiltà.

La prevenzione deve essere considerata una priorità ed un investimento costante da parte dello Stato e degli Organi istituzionali. Credere in un piano volontario dei cittadini, volto alla sicurezza, o in un piano imposto, non può risolvere il problema che, invece, ha la necessità di specifico inserimento con interventi strutturati ed organizzati. Prevenzione significa poter salvare migliaia di vite umane ed evitare costi alla collettività.

Il salto culturale, che il ministro Del Rio evoca nei confronti dei proprietari, non può trovare alcuna attuazione in provvedimenti meramente burocratici   che non consentono, di fatto, l’attuazione di un più ampio piano sulla stabilità e sicurezza.

Avv. Marco Evangelisti

Presidente Nazionale APPC

Dott. Flavio Maccione

Segretario generale nazionale APPC

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