La nuova frontiera

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“Ci troviamo oggi alle soglie di una nuova frontiera……non è una frontiera che assicuri promesse, ma soltanto sfide, ricca di sconosciute occasioni ma anche di pericoli, di incompiute speranze e di minacce”.

Chiedo scusa per avere osato citare la famosa frase che John Kennedy pronunciò alla Convenzione del Partito Democratico di Los Angeles il 14 luglio 1960 e che rappresentò in modo straordinario l’azione politica rinnovatrice della sua’amministrazione diventando il motto di una generazione intenzionata a cambiare in meglio il mondo.

Fatte le debite proporzioni credo che anche APPC oggi si trovi ad affrontare la sfida di nuove frontiere che devono essere affrontate e superate. Il nostro compito statutario di difendere la casa, quindi gli interessi e il patrimonio, quasi sempre l’unico patrimonio a disposizione, dei piccoli proprietari non può più limitarsi alle “solite” battaglie per il fisco più equo, per limitare gli abusi burocratici, per una semplificazione degli adempimenti e delle procedure.

Ovviamente questi argomenti sono imprescindibili e saranno sempre al centro della nostra attività sino a quando l’Italia non sarà un paese più civile, e lo diventerà solo quando la parola contribuente non sarà più sinonimo di suddito, ma non possiamo ignorare le nuove questioni che coinvolgono il settore immobiliare e diventano esigenze primarie da affrontare nell’interesse esclusivo dei nostri associati.

Pensiamo al dissesto idrogeologico e quanto stia pesando sulla proprietà immobiliare, mettendo a rischio perfino la sopravvivenza di interi quartieri e anche di comprensori più vasti e certamente l’utilizzo e il valore delle case, dei fondi, dei negozi,dei terreni in buona parte della penisola. Non possiamo non farci carico del problema sia nei confronti delle amministrazioni, locali e nazionali, quasi sempre lontane e sorde alle necessità delle comunità che dovrebbero rappresentare, proponendo soluzioni pratiche come l’utilizzo dei fondi derivanti dalla tassazione immobiliare a fini di prevenzione e ricostruzione, sia nei confronti degli stessi proprietari aiutandoli a difendere i propri beni diffondendo quella  cultura della quotidiana manutenzione che i nostri nonni avevano ben presente e che si è persa nelle nuove generazioni.

Pensiamo alle enormi potenzialità innovative dei progetti tecnologici che si stanno sviluppando nelle aree urbane e che sono etichettati sotto l’insegna di “smart city”.  La casa è oramai un “terminale” connesso alle reti dei servizi, di qualsiasi genere, offerti dalla pubblica amministrazione e dai privati, e anche un luogo dove si vive meglio grazie alla domotica e dove si risparmia energia utilizzando le mille possibilità oggi realizzabili. Appc può e deve fornire assistenza e conoscenza, diventando interlocutore delle istituzioni e mediatore tra le stesse e cittadini rendendo più semplice lo sviluppo e il rapporto della città intelligente con la casa  intelligente.

Pensiamo alle esigenze che nascono dall’invecchiamento della popolazione,alla necessità che la casa si adegui alle diverse problematicità degli anziani, alla capacità di rispondere con interventi architettonici mirati e servizi flessibili di assistenza domiciliare alle richieste residenziali della terza età. Un servizio ma anche un dovere sociale a cui Appc non può rinunciare e per cui deve attrezzarsi  considerando l’alta percentuale di associati in età avanzata.

Infine dovremmo proporre nuove strategie e iniziative di gestione del territorio, prendendo atto della gravissima crisi degli enti pubblici territoriali e guardando a esperienze straniere, già da decenni attuate negli Stati Uniti ma anche nel Regno Unito e in Germania, come i B.I.D. (Business Improvement Districts) che peraltro sarebbero l’applicazione del principio di sussidarietà previsto dalla Costituzione (art. 118) ma mai seriamente attuato per la cecità della classe politica locale.

Ci attende quindi un duro lavoro foriero però di grandi opportunità, ricordandoci sempre, per terminare come abbiamo incominciato, citando John Kennedy, che “le cose non succedono, le cose vengono fatte succedere” .

 

Mario Fiamigi

Vice Presidente Nazionale APPC

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