Il tracollo dell’edilizia

Edilizia

Dalla fine del 2009 alla fine del 2014 sono stati persi 500.000 posti di lavoro, pari al 25% degli occupati. Questo è il dato duro e crudo che ci ha consegnato l’ISTAT sull’occupazione del settore edile.

Partendo da queste cifre -che bollano le politiche economiche di questi anni con il marchio della disfatta- le istituzioni dovrebbero avere il coraggio e l’umiltà di fare una seria autocritica prendendo atto che l’assurda tassazione che grava sul patrimonio immobiliare ha desertificato l’edilizia e rischia di compromettere la ripresa economica che senza l’immobiliare sarà ben poca cosa.

Non solo non si costruisce più ma, ed è ben peggio, non si restaura nulla, non si pone mano neppure ai lavori di ordinaria manutenzione, i condomini affogano nei debiti e, insieme ai palazzi, degradano le città, grandi e piccole.

Il costo sociale e ambientale di questa politica è altissimo, il danno che già si è fatto forse è irreparabile.

Ma cambiare si può, anzi si deve.  Basta che finisca la politica al servizio dei burocrati delle amministrazioni centrali e locali che campano grazie agli infiniti balzelli e adempimenti e incominci la politica al servizio dei cittadini.

Avv. Mario Fiamigi

Vice Presidente Nazionale APPC

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