Le associazioni escluse dalle commissioni censuarie

catasto

Con l’approvazione del decreto attuativo sulle Commissioni censuarie approvato, di recente, dal Consiglio dei Ministri decolla la riforma del catasto, senza che, prima dell’approvazione, la bozza del decreto fosse sottoposta alla consultazione delle parti sociali e delle organizzazioni del settore immobiliare.

Nel decreto attuativo della delega fiscale, ora in esame al Parlamento,emerge che, nelle 103 commissioni censuarie locali, composte da 7 membri,non è assicurata la presenza dei rappresentanti delle associazioni di categoria della proprietà.

Le Commissioni censuarie locali sono così composte:

il presidente è scelto tra magistrati ordinari, amministrativi e/o tra presidenti delle commissioni tributarie , due componenti sono designati dalla Agenzia delle Entrate, un componente dall’ANCI.

Il prefetto proporrà i componenti, indicati da ordini/collegi professionali e associazioni di categoria, al presidente del tribunale, il quale ne nominerà 3.

Ne consegue che le associazioni di categoria della proprietà potrebbero essere escluse dalle Commissioni censuarie e non avere la possibilità di esprimere il proprio parere in merito al meccanismo dei nuovi estimi.

Occorre, pertanto, richiedere un immediato cambio di indirizzo sulla costituzione delle Commissioni censuarie e ciò sarebbe ancora possibile, poiché la riforma del catasto è al vaglio del Parlamento.

Altro aspetto di rilievo è la mancanza di tutela anticipata per il contribuente: questa forma avrebbe consentito di esaminare eventuali reclami in Commissione censuaria prima di un ricorso vero e proprio.

La tutela del contribuente,quindi, renderebbe il sistema più efficace, favorendo la semplificazione delle procedure, con interpello diretto ai membri della Commissione censuaria qualificati sull’estimo catastale.

L’iter delle nuove rendite catastali, nell’ambito della riforma del catasto, dovrebbe seguire i seguenti passaggi:

  • Mappatura delle microzone omogenee per caratteristiche.
  • Revisione del sistema basato su vani, classi e categorie, per arrivare all’ “immobile – tipo” su cui costruire gli algoritmi per poter attribuire i nuovi valori impostati sui metri quadrati.
  • Individuazione del valore medio di mercato per ogni microzona e per ogni tipologia di immobile con applicazione di coefficienti, che dovranno tenere conto di ubicazione, anno di costruzione e grado di finitura. I coefficienti si definiranno sulla base di un algoritmo che stabilirà il valore unitario al mq.

Ne consegue che l’aumento potrebbe essere tanto più elevato quanto più basso è il livello delle attuali rendite. Il tutto comporterà l’ennesima mazzata per il contribuente, anche se la delega impone di non far crescere il prelievo: questo è l’ enigma da risolvere, visto che si vogliono allineare le rendite catastali ai valori di mercato, e se non si procederà anche ad una rivisitazione delle aliquote IMU, TASI, ecc. tutto si tramuterà in aumenti incontrollati e si darà un definitivo colpo di grazia al comparto del mattone, che in economia è stato, da sempre, fonte di sviluppo economico e crescita.

In questa fase l’APPC sta lavorando per sensibilizzare Parlamento e forze politiche al fine di ottenere le modifiche sulla rappresentanza nelle Commissioni censuarie e sull’autotutela del contribuente, per rendere il sistema più efficace e per favorire la semplificazione delle procedure.

dott. Flavio Maccione

Segretario Generale Nazionale APPC

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