Brevi osservazioni sulla riforma del catasto

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Ecco pronta a partire la macchina della riforma del catasto: 103 commissioni censuarie locali, composte da sette membri ciascuna, in cui saranno sicuramente presenti componenti dell’agenzia delle entrate e dei comuni (cioè di chi percepisce i proventi della tassazione) e potrebbero non essere rappresentate le associazioni della proprietà (cioè di chi paga le tasse). Come inizio non c’è male, dà l’idea della considerazione in cui è tenuto il contribuente, nulla purtroppo è cambiato in questa prima fase del Governo Renzi.

Ma la delusione più profonda, a mio parere, riguarda l’ennesima l’occasione persa per un ragionamento più approfondito e serio sulla tassazione immobiliare. Era veramente necessaria questa costosissima e farraginosa struttura per arrivare (ammesso che ci arrivi) a costruire degli algoritmi , dopo avere mappato microzone omogenee, applicato coefficienti che dovranno tenere conto di ubicazione, anno di costruzione e grado di finitura, per stabilire il valore di mercato ? Ma non c’è già il mercato che fa il valore di mercato, accertabile in ogni momento con un click del mouse, senza bisogno di scomodare magistrati, ordini professionali, prefetti, presidenti di Tribunale, funzionari dell’Agenzia delle Entrate e rappresentanti dei Comuni? E se è ipoteticamente giusto utilizzare come base imponibile il valore reale è parimenti profondamente iniquo tassare la casa con le modalità folli e la pesantezza impositiva di imu,tasi,tari e mostruosità simili, in un coacervo di percentuali, aliquote, scadenze, rinvii, circolari,delibere comunali che nessuno è in grado di gestire e di capire. APPC ha da tempo manifestato ad ogni livello politico la necessità di una profonda trasformazione della tassazione immobiliare nel senso di un’unica imposta corrisposta da chi utilizza l’immobile, calcolabile con facilità e trasparenza, prevedendo meccanismi di tutela del contribuente accessibili a chiunque, ma soprattutto equa e comprensibile.

Il presidente del Consiglio e il parlamento non possono continuare ad ignorare la riforma della tassazione immobiliare. Prima di affrontare il nodo del catasto si metta fine allo scempio della IUC e magari si chieda anche scusa ai cittadini per la gogna a cui sono stati costretti.

Avv. Mario Fiamigi

Vice Presidente APPC

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