L’impugnazione di delibera assembleare e la competenza per valore

assemblea

Nell’ambito della “vexata quaestio” relativa al criterio di individuazione del Giudice competente per valore, in caso di impugnazione di delibera condominiale, si vuole qui segnalare un’ordinanza (anche se non recentissima), del Tribunale di Genova (Sez. III), del 11 Ottobre 2012, in cui il giudicante ha deciso su tale problematica facendo  riferimento alla giurisprudenza della Suprema Corte, che parrebbe anche ispirata al criterio di evitare i costi e le lunghezze procedurali, quando l’impugnativa della delibera venga proposta dinanzi il Tribunale, ma faccia riferimento a somma rientrante nella competenza per valore del Giudice di Pace.

La vertenza aveva avuto origine da una impugnazione da delibera assembleare relativa a rendiconto e riparto spese che addebitava all’attore una somma di € 2.000,00, somma, a detta di parte attrice, non dovuta al Condominio.

Sull’eccezione di competenza per valore sollevata dalla difesa del Condominio, ritenendosi competente il Giudice di Pace, in quanto la questione si riferiva unicamente alla debenza o meno della somma di cui sopra, il Giudice, decidendo pregiudizialmente sull’eccezione di competenza proposta, pronunciava ordinanza e, ritenendo che il fondamento dell’impugnazione e l’oggetto della doglianza fosse l’illegittimità di una singola posta di addebito e cioè l’insussistenza della obbligazione del condomino di pagamento dell’importo di € 2.000,00, dichiarava che il valore della causa andava determinato in base al solo importo contestato, con la consequenziale competenza per valore del Giudice di Pace.

La chiara decisione giurisprudenziale veniva basata sulla decisione della Cass. Civ. n. 1201/10, che aveva statuito che quando il condomino deduca, per qualsiasi titolo, l’insussistenza della propria obbligazione, il valore della causa andasse determinato in base al solo importo contestato, “perché la decisione non implica una pronuncia sulla validità della delibera di spesa nella sua globalità”.

Si è ritenuto di segnalare il provvedimento, qui brevemente commentato, proprio perché, molto spesso, l’inosservanza del principio giurisprudenziale di cui sopra può determinare una inutile duplicazione di lite ed aggravi di spese, che avrebbero potuto essere evitati con una maggiore attenzione su quello che è l’effettivo oggetto, come “quantum”, dell’impugnazione della delibera assembleare.

Il principio di cui sopra parrebbe pur sempre applicabile anche dopo la “novella” in materia condominiale di cui alla legge 220/2012.

 

avv. Roberto Negro

Componente Centro Studi APPC

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