Canna fumaria del singolo condominio: si può installare senza il consenzo dell’assemblea?

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L’installazione ed il posizionamento della canna fumaria del singolo condomino solleva sempre più spesso problemi collegati all’uso delle parti comuni, in quanto generalmente manca una canna fumaria condominiale, nella quale far convogliare i fumi delle caldaie dei singoli condòmini.

 

Conseguenza di tale mancanza, risulta essere lo scarico dei fumi della caldaia sul proprio balcone o terrazzo. Ciò comporta, però, l’inevitabile ritorno di forti esalazioni di gas e immissioni molto sgradevoli all’interno della propria abitazione.

 

Ma è possibile installare autonomamente una canna fumaria sul muro perimetrale del condominio senza chiedere il consenso agli altri partecipanti?

La risposta è si!

 

L’orientamento giurisprudenziale è ormai pacifico, poichè basato sull’art. 1102 del c.c. che testualmente recita: “Ciascun partecipante può servirsi della cosa comune, purché non ne alteri la destinazione e non impedisca agli altri partecipanti di farne parimenti uso secondo il loro diritto. A tal fine può apportare a proprie spese le modificazioni necessarie per il miglior godimento della cosa. Il partecipante non può estendere il suo diritto sulla cosa comune in danno degli altri partecipanti, se non compie atti idonei a mutare il titolo del suo possesso

 

In base alla sentenza del Consiglio di Stato, Sezione V, sentenza 3 gennaio 2006, n° 11:

“[…] Il singolo condomino ha titolo, anche se il condominio non abbia dato o abbia negato il proprio consenso, ad ottenere la concessione edilizia per un’opera a servizio della sua abitazione e sita sul muro perimetrale comune, che si attenga ai limiti dell’art. 1102 cod. civ. […]”

 

Ne deriva che ciascun condòmino può appoggiarsi al muro comune perimetrale per l’installazione della canna fumaria, a sue spese, e purchè non impedisca l’altrui parimenti uso e non rechi pregiudizio alla stabilità e alla sicurezza dell’edificio.

 

In ultimo, la sentenza del TAR Campania n. 1985/2013 del 27 settembre 2013, ha annullato il provvedimento con il quale un Comune subordinava l’efficacia dell’autorizzazione edilizia per la realizzazione di una piccola canna fumaria, al possesso dell’autorizzazione da parte degli altri condòmini.

Il Tribunale Amministrativo ha ribadito che la legittimità di un’autorizzazione edilizia non può condizionare la gestione dei rapporti tra privati, pertanto, per la realizzazione di una canna fumaria in aderenza al muro condominiale non è necessaria l’autorizzazione dell’assemblea, poichè si configura come intervento riconducibile all’art. 1102 c.c.

 

Sergio Melluso

Segretario APPC Sede Lecce

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