Ci sarà pure un giudice a Berlino

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Ci sarà pure un giudice a Berlino, diceva il mugnaio di Potsdam che nella seconda metà del ’700, opponendosi al sopruso di un nobile, si rivolgeva a tutte le corti germaniche per avere “giustizia”, fino ad arrivare a Federico il Grande.

Forse c’è anche un Giudice nella scassatissima Italia odierna in cui vige il costante abuso ai danni del contribuente, deriso e bastonato se è anche proprietario di casa.

Apre il cuore infatti l’ordinanza del Tribunale di Firenze del 15 gennaio 2013 che dichiara rilevante e non manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale relativa  all’art. 3 comma 8 lett. C del decreto legislativo 14 marzo 2011 n° 23 che prevede per i contratti di locazione ad uso abitativo registrati fuori dal termine previsto dalla legge la fissazione “manu militari” di un canone annuo, a partire dalla data di registrazione, in misura pari al triplo della rendita catastale.

Una legge oscena che fa strame di ogni principio giuridico, avvelena i rapporti tra le parti e alla fine danneggia anche lo stato che va a tassare un canone enormemente più basso rispetto a quello originariamente e liberamente pattuito.

Effetti paradossali, dice giustamente il Tribunale di Firenze, che molto opportunamente rileva come la norma in esame confligga in modo eclatante con l’art. 10 dello Statuto del Contribuente che prevede che le disposizioni di rilievo esclusivamente tributario non possano determinare la nullità del negozio privato.

Restiamo fiduciosi in attesa del pronunciamento della Corte Costituzionale, confidando che il potere giudiziario almeno in questo caso possa arginare le vessazioni perpetrate dall’esecutivo.

Mario Fiamigi

Vice Presidente APPC

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