Relazione del presidente nazionale APPC

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RELAZIONE DEL PRESIDENTE ALL’ASSEMBLEA DELL’ 8/6/2013

 

Care amiche , cari amici

A nome della dirigenza e degli iscritti genovesi  vi rivolgo un caloroso benvenuto nella nostra città e vi ringrazio per aver deciso di dedicare il vostro tempo ad APPC ed al suo futuro.

Mai come in questa occasione l’assemblea è chiamata ad assumere decisioni fondamentali, direi quasi rifondative, che non potranno non incidere profondamente ponendo i presupposti per la sopravvivenza e lo sviluppo della nostra associazione .

A La Spezia, a Giugno dell’anno scorso, ci eravamo incontrati perché le peggiorate condizioni di salute del Segretario Generale Leandro Gatto e la conseguente inevitabile riduzione del suo impegno in associazione ci avevano posto nella difficile condizione di interrogarci con preoccupazione circa il futuro della associazione stessa, della quale Gatto è sempre stato l’anima organizzativa.

Nei mesi successivi abbiamo avviato sia un percorso di riflessione circa le possibili evoluzioni organizzative a livello nazionale ed i conseguenti adeguamenti statutari, sia un processo riorganizzativo della sede genovese.

Tutto ciò assumendo come punti cardinali di riferimento le seguenti esigenze:

a ) Crescita organizzativa della APPC come associazione nazionale;

b ) Superamento della commistione degli organi nazionali con gli organismi genovesi;

c ) Sviluppo della capacità di iniziativa sia in termini di servizi agli associati che di incidenza politica.

E’ quindi stata elaborata una proposta di nuovo statuto sulla quale tutte le sedi sono state chiamate a riflettere e ad esprimersi.

Le linee guida possono essere così sintetizzate:

1 ) Una nuova struttura dirigenziale nazionale composta dal Presidente e da tre Vice presidenti, nonché da un Segretario generale nazionale e da quattro Vice segretari .

2 ) Una assemblea nazionale composta dai delegati delle diverse sedi in rapporto agli iscritti di ciascuna sede.

3 ) La possibilità di costituzione di un fondo nazionale alimentato dai contributi di tutti gli iscritti sul territorio nazionale per il finanziamento delle attività di livello nazionale.

Quanto a quest’ultimo fondo, sottopongo alla vostra riflessione e valutazione che una più efficace capacità della associazione di interagire con i media e con le istituzioni non può prescindere da un investimento economico in alcuni strumenti operativi:

un centro studi;

una manifestazione nazionale a Roma;

un addetto stampa a Roma.

Credo che con un piccolo sforzo da parte di tutti si potrà dare all’APPC operatività e visibilità nazionali .

Per quanto concerne le nostre politiche associative in termini di proselitismo e di fidelizzazione ai nostri servizi, ritengo che il futuro ci riservi buone opportunità rappresentate dalla riforma del Condominio e dall’apparente intenzione del Governo di rivedere l’IMU, peraltro attenuate dalla crisi economica delle famiglie e dei lavoratori, autonomi e non, e dalla riduzione forzata delle spese.

Il mio suggerimento è nel senso di introdurre tariffe associative agevolate per le categorie più in difficoltà (ad esempio pensionati con una sola casa, disoccupati e cassa integrati, lavoratori autonomi costretti a cessare l’attività) per le quali si potrebbe deliberare una quota associativa ridotta.

Dovremo però essere anche capaci di ampliare la gamma dei servizi introducendo la registrazione dei contratti di locazione, la tenuta di corsi di formazione per i piccoli proprietari-condomini e altro.

*

Vengo ora alla vocazione della associazione ed alla sua  linea di politica della casa.

E’ mia convinzione che alla essenziale ed irrinunciabile battaglia per una più giusta impostazione della fiscalità immobiliare e per una consistente riduzione del prelievo, ed alla altrettanto storica lotta per la liberalizzazione delle locazioni (sostanziale e non solo apparente), debbano affiancarsi altri settori di interesse sui  versanti  nuovi che il vivere contemporaneo propone .

Penso ai progetti di smart city, all’esercizio di un più ficcante controllo sui bilanci dei comuni e delle regioni, alle problematiche delle barriere architettoniche nei luoghi pubblici, in generale alle politiche dell’ambiente urbano .

Il nostro angolo visuale non può essere distratto dal presente, ma deve altresì non perdere la prospettiva del futuro .

Abbiamo ricevuto una grande associazione e dobbiamo caricarci della responsabilità e dell’orgoglio di farla non solo sopravvivere, ma crescere ancor più .

Concludo ringraziando tutti – dirigenti, militanti, soci  – per l’impegno profuso fino ad oggi, impegno  che ci ha consentito di diventare una delle maggiori realtà associative della casa e che ci può consentire di raggiungere più ambiziosi obiettivi . Un ringraziamento particolare a Flavio Maccione che con gli amici di La Spezia si è fatto carico, in un momento particolare, degli incombenti di segreteria e di organizzazione.

 

Avv. Marco Evangelisti

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