Smart City e Green Building

Smart-cities

Ci siamo chiesti, nell’organizzare questo incontro, se fosse poi opportuno parlare di futuro, con toni di speranza e di ottimismo, in una situazione contingente di assoluta drammaticità per tutti i comparti economici e in particolare per l’edilizia, settore in cui negli ultimi 5 anni hanno chiuso tremila aziende, 300 solo nel 2012 , è in atto un crollo epocale del mercato immobiliare – 24,8% di compravendite nel 2012.

Aumentano di numero le procedure esecutive immobiliari ma non si riesce a vendere neppure all’asta giudiziaria – 4,5% nel 2012 nonostante ribassi che arrivano al 50% dei valori stimati

il volume dei capitali stranieri investiti nel mattone italiano è sceso da 2,5 miliardi a 1,4 tra il 2008 e il 2012.

Però abbiamo deciso che non solo era giusto parlare di futuro ma che è indispensabile iniziare a realizzare oggi il futuro della smart city e della green building perché solo in questo futuro- che deve essere da domani il nostro presente -è l’uscita dalla crisi, che finirà quando ripartirà il coraggio dell’innovazione, la scommessa della modernità, la voglia di riprendere in mano il nostro destino esercitando la capacità di cambiamento e di trasformazione che la tecnologia ci consente.

Quindi facciamo nascere la città intelligente, la città piattaforma in cui si sviluppano le attività quotidiane, i rapporti tra persone,imprese e istituzioni che possono utilizzare i dati e la conoscenza ricavati dai sistemi di analisi avanzata che permettono di coordinare le risorse e integrare le informazioni.

APPC ritiene che oggi interpretare il ruolo di associazione a tutela della piccola proprietà significhi anche aiutare a diffondere presso i propri soci il significato e la comprensione dei progetti di smart city e green building, la cultura del risparmio energetico, dell’impatto ambientale,dell’ecocompatibilità. E quindi di svolgere quella fondamentale funzione di mediazione e di trasmissione tra la pubblica amministrazione, che necessariamente deve assumere il ruolo di guida e di impulso del cambiamento e il cittadino che può più facilmente entrare nel processo innovativo con l’assistenza di una realtà associativa che frequenta da decenni e di cui ha fiducia.

Tutti i settori del comparto immobiliare sono chiamati a partecipare al progetto smart city, e se pensiamo che il volume d’affari di questo settore costituisce il 20% del PIL ci possiamo rendere conto come lavorare per la città intelligente può davvero significare l’uscita dalla crisi.

Analizziamo uno delle molteplici applicazioni della città intelligente: il risparmio energetico. Nel mondo gli edifici consumano il 42% di tutta l’elettricità prodotta e nei paesi sviluppati arriviamo al 70%.

Gli edifici smart riducono l’uso dell’energia, ottimizzano l’uso degli spazi, minimizzano l’impatto ambientale.

Il condominio medio italiano consuma 27.900 mc di gas all’anno ed emette 56.000 kg di a.c. nell’atmosfera. Con un semplice intervento di riqualificazione su impianti e dispersini termiche l’edificio tipo potrebbe risparmiare fino a 8328 euro l’anno, quasi 400 euro a famiglia.

Pensiamo poi alla gestione dell’illuminazione, grazie ai nuovi sistemi integrati di controllo, quello che è definito domotica,  si potranno ottenere risparmi sulla bolletta dal 10 al 30%

Quindi siamo -nel mondo- alla vigilia di una rivoluzione tecnologica che cambierà le città e le case, non possiamo come paese ignorare questi sviluppi e non possiamo come genovesi non provare a cogliere per la nostra città una grande occasione di sviluppo.

Avv. Mario Fiamigi

Segretario APPC GENOVA

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