Detrazioni fiscali per interventi riguardanti il risparmio energetico

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Il governo Monti, a giugno 2012, con ritardo rispetto alla crisi che incideva sul comparto dell’edilizia, ha operato una modifica per ciò che riguarda le detrazioni fiscali del 36% e del 55%, infatti sino a Giugno 2013 ha mantenuto quella del 55% e innalzato la quota di detrazione sino al 50% di quella del 36%.

Purtroppo l’intervento, effettuato con forte ritardo, sembra non aver avuto i risultati sperati, a causa anche del terrorismo effettuato su IMU, rivalutazione degli estimi catastali, redditometri vari e patrimoniali più o meno mascherate.

A prescindere però dalla convenienza fiscale o meno nell’affrontare le spese di manutenzione, resta comunque il fatto che un edificio ha un ciclo vitale, per cui tende a invecchiare e ad avere una serie di problematiche che si possono aggravare con gli anni. Nonostante in Italia vi sia un enorme patrimonio immobiliare, mi sembra che il concetto di manutenzione degli edifici (pubblici e privati) sia  poco considerato e poco valutato, per cui si tende a mettere in disparte il problema e ad intervenire solo in caso i guasto.

Spesso si tende a valorizzare di più la parte interna delle unità immobiliari, non pensando che facciate, coperture, cortili, impianti, hanno una durata temporale determinata e che per mantenere il valore dell’immobile è necessario intervenire periodicamente. La scelta, comunemente adottata in Italia, è spesso quella di aspettare il degrado per intervenire ad operare le manutenzioni, con forte aggravio di costi e scarsa possibilità di programmazione.

Bisogna ricordarsi che quando si compra un immobile nuovo non si avranno costi zero per le manutenzioni, ma che nell’arco di 20/25 anni si dovranno operare degli interventi anche importanti sull’edificio.

Sarebbe importante, soprattutto per chi acquista immobili da locare per investimento, fare un piano dei costi manutentivi, per verificare che l’investimento sia redditizio nell’arco di vita in cui si pensa di mantenere il possesso (10/20/30/40 anni).

Purtroppo siamo stati abituati all’innalzarsi continuo e senza giustificazioni dei prezzi degli edifici, gonfiati anche da una gestione dei mutui delle banche non sempre ponderata, e oggi in questo momento di crisi scopriamo con sconforto che il mercato immobiliare è fermo e che quello che pensavamo di poter incassare alla vendita non è richiedibile al mercato. Scopriamo che il “mattone” può anche diminuire di prezzo.

La tentazione di fermare gli investimenti nelle manutenzioni diventa a questo punto molto forte, ma dobbiamo operare una scelta: procrastiniamo le manutenzioni in attesa di vendere, rischiando che il valore immobiliare decada ancora più velocemente o sfruttiamo tutte le possibilità di agevolazione per innalzare il valore e riportarlo ad un valore accettabile?

Detrazioni fiscali del EX 36% ora al 50%

Quadro Normativo

Legge n. 449 del 27/12/1997

DM N. 41 del 18 febbraio 1998

Legge n. 266 del 23/12/2005

Legge n. 248 del 04/08/2006

Legge n. 203 del 22/12/2008

Decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201

Legge 22 dicembre 2011, n. 214

Decreto legge 22 giugno 2012, n. 83

Legge 7 agosto 2012, n. 134

Schematizzazione

Principali novità:

Per le spese sostenute dal 26 giugno 2012 al 30 giugno 2013, la detrazione Irpef aumenta al 50% e raddoppia il limite massimo di spesa (96.000 euro per unità immobiliare)

Si conferma l’abolizione dell’obbligo di invio della comunicazione di inizio lavori al Centro operativo di Pescara;

Si riduce la percentuale (dal 10 al 4%) della ritenuta d’acconto sui bonifici che banche e Poste hanno l’obbligo di operare;

Viene eliminato l’obbligo di indicare il costo della manodopera, in maniera distinta, nella fattura emessa dall’impresa che esegue i lavori;

Viene prevista la facoltà riconosciuta al venditore, nel caso in cui l’unità immobiliare sulla quale sono stati eseguiti i lavori sia ceduta prima che sia trascorso l’intero periodo di godimento della detrazione, di scegliere se continuare a usufruire delle detrazioni non ancora utilizzate o trasferire il diritto all’acquirente (persona fisica) dell’immobile;

Viene instaurato ’obbligo per tutti i contribuenti di ripartire l’importo detraibile in 10 quote annuali, dal 2012 non è più prevista per i contribuenti di 75 e 80 anni la possibilità di ripartire la detrazione, rispettivamente, in 5 o 3 quote annuali;

Si è prevista l’estensione dell’agevolazione agli interventi necessari alla ricostruzione o al ripristino dell’immobile danneggiato a seguito di eventi calamitosi, se è stato dichiarato lo stato di emergenza.

 

A partire dal 01/07/2013 si ritorna a detrarre il 36% fino ad un massimo dell’importo da portare in detrazione di 48.000 €  per unità immobiliare a prescindere dal numero di proprietari.

La somma degli importi da portare sommando le singole detrazioni imputabili ai vari eventuali comproprietari non può superare, per anno solare e per unità immobiliare, i 48.000 €.

Ricordiamo che è importante distinguere tra opere effettuate sulle parti comuni condominiali e quelle  nelle singole unità immobiliari.

Per le opere sulle parti comuni non esiste nessun limite per la tipologia di intervento e la quota di 48.000 (96.000 sino a Giugno 2013) euro vale per ogni singola unità  e riguarda anche gli uffici se, nel condominio,  è prevalente l’utilizzazione abitativa. Se le opere realizzate superano quelle preventivate occorre inviare la tabella definitiva di riparto. Occorre inviare una dichiarazione tecnica di asseverazione se l’importo supera nell’esercizio i 51.645 euro.

Per le opere sulle singole unità l’agevolazione è concessa solo in particolari casi: manutenzioni straordinarie, opere finalizzate al risparmio energetico, ristrutturazione, opere per l’eliminazione delle barriere architettoniche, ecc.

Va aggiunto infine che anche chi acquista da imprese che effettuano  la ristrutturazione di interi edifici può godere del 25% di sconto  sul prezzo  dichiarato in atto con rimborso in 10 quote annuali dall’Irpef, sempre con un massimo di 48.000 euro per unità immobiliare.

Il rimborso della detrazione avviene in 10 rate.

Modalità di applicazione

Con il D.L. 13/05/2011 n. 70, il legislatore ha eliminato l’obbligo d’invio della comunicazione preliminare al Centro Servizi di Pescara prima dell’inizio lavori.  Quindi non è più obbligatorio l’invio preventivo di alcuna documentazione di inizio lavori.

I pagamenti alle imprese devono essere effettuati con bonifico che richiami i dati fiscali delle parti (sia del beneficiario della detrazione, sia del beneficiario del bonifico) e che riporti i riferimenti alla legge 449/97.

Detrazione Irpef del 55%

Quadro Normativo

Legge n. 296 del 27/12/2006

D.M. 19 febbraio 2007

D.M. 26 ottobre 2007

Legge n. 244  del 24/12/2007

D.M. 07 aprile 2008

D.M. 6 agosto 2009

Schematizzazione

Dal 1° luglio 2013 l’agevolazione sarà sostituita con la detrazione fiscale del 36% prevista per le spese di ristrutturazioni edilizie che, dal 2012, non ha più scadenza.

La detrazione Irpef del 55% si applica ad alcune opere specifiche per il risparmio energetico degli edifici, anche a destinazione non abitativa.

L’ammontare dell’importo da portare in detrazione è diverso a seconda degli interventi che si eseguono ed è conteggiato per unità immobiliare a prescindere dal numero di proprietari.

Con il Ddl finanziaria 2011 la rateizzazione della detrazione è stata portata a 10 rate.

Interventi ammessi alla detrazione:

riqualificazione energetica di edifici esistenti (detrazione massima 100.000 euro e cioè pari al 55% di 181.818,18 euro)

involucro (pareti, finestre, compresi gli infissi) edifici esistenti (detrazione massima 60.000 euro cioè pari al 55% di 109.090,90 euro)

installazione di pannelli solari (detrazione massima 60.000 euro cioè pari al 55% di 109.090,90 euro)

sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale con caldaie a condensazione o pompe di calore o impianti geotermici a bassa entalpia (detrazione massima 30.000 euro cioè pari al 55% di 54.545,45 euro)

La detrazione è ammissibile sono nel caso in cui le parti sostituite garantiscano specifiche prestazioni energetiche indicate nelle tabelle allegate ai Decreti Ministeriali attuativi.

Pertanto si deve porre attenzione alla tipologia di serramenti, caldaie, ecc. perché non tutte permettono di accedere alle agevolazioni.

Dal 2012, la detrazione è stata estesa alle spese per interventi di sostituzione di scaldacqua tradizionali con scaldacqua a pompa di calore dedicati alla produzione di acqua calda sanitaria.

Modalità di applicazione

Per accedere al finanziamento non è necessario inviare alcuna comunicazione preventiva.

Si dovranno inviare all’Enea, entro 90 giorni dalla fine dei lavori, tramite comunicazione telematica, l’attestato di certificazione energetica e un allegato per l’Agenzia delle Entrate.

La certificazione energetica non è prevista  per la sostituzione di finestre, per l’installazione dei pannelli solari e per la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale.

In alcuni casi particolari vanno richieste asseverazioni alle imprese, o ai direttori dei lavori.

Per accedere alla detrazione di alcuni interventi è fondamentale che sia rilasciato l’attestato di certificazione Energetica (ACE) alla fine dei lavori, secondo la normativa della regione Lombardia.

I pagamenti alle imprese devono essere effettuati con bonifico che richiami i dati fiscali delle parti (sia del beneficiario della detrazione, sia del beneficiario del bonifico) e che riporti i riferimenti alla legge 296/06.

Si ricorda che nel caso i lavori proseguano oltre un periodo d’imposta è obbligatorio di inviare una comunicazione telematica all’Agenzia delle Entrate tramite CAF o commercialista.

Documenti da conservare

Per mantenere la detrazione in caso di controlli è necessario conservare i seguenti documenti

–         certificato di asseverazione (a secondo della tipologia di intervento può non essere necessario)

–         Attestato di certificazione Energetica per gli interventi che lo richiedono.

–         ricevuta di trasmissione dei documenti all’ENEA

–         fatture o ricevute fiscali

–         ricevuta del bonifico

 

Arch. Massimo Vecchio

Centro studi APPC Brescia

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