Casa, le riforme che vorremmo

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Facciamo finta di essere un paese normale in cui l’attività della politica sia quella di dedicarsi ai cittadini per farli vivere meglio, per rendere più facile il disbrigo delle pratiche burocratiche che peraltro dovrebbero essere un servizio, e non una tortura, reso ai cittadini medesimi.

In questo  paese normale la casa, che, insieme a lavoro e alla famiglia ,rappresenta il punto cardinale su cui dovrebbero concentrasi le attenzioni dei rappresentanti del popolo sovrano (perché sono eletti per quello anche se ciò oggi appare una facezia di qualche buontempone) sarebbe al centro del dibattito politico ma non nel senso di pretesto e occasione per spolpare le ultime frattaglie del contribuente.

Così proviamo ad immaginarci una serie di riforme che invece di essere maledette potrebbero essere apprezzate perché fatte nell’interesse della gente e non di una  macchina ottusa corrotta mangiasoldi che ci ostiniamo a chiamare pubblica amministrazione.

Che ne direste di una tassa, unica, sugli immobili che, invece di espropriare un bene che non produce reddito o di uccidere il mercato delle locazioni, rappresenti  il corrispettivo dei servizi erogati dai comuni?

E che il costo di questi servizi sia reso pubblico e trasparente, attraverso bilanci comprensibili e di facile lettura, magari disponibili con un semplice click sul computer?

E che pertanto i cittadini elettori abbiano con facilità ed immediatezza la possibilità di verificare come vengono spesi i propri soldi e quindi di giudicare come gli eletti amministrano la loro comunità?

E che invece di borbonici assurdi e costosissimi apparati come sono oggi i registri immobiliari si creassero strutture leggere e flessibili dove il valore degli immobili potesse essere accertato da agenzie indipendenti, accessibili da qualunque cittadino, e l’eventuale contenzioso potesse essere gestito sempre da strutture indipendenti (perché non sembra conforme ai principi dello stato di diritto che il controllore della legittimità dell’imposizione fiscale coincida con il controllato come avviene oggi) in modo semplice e veramente fruibile anche da chi non dispone di grandi risorse economiche ?

E che dire se sempre con un semplice click il cittadino potesse verificare immediatamente e senza costi l’esistenza di ipoteche o pignoramenti sull’immobile che intende acquistare?

E se le compravendite potessero essere gestite anche da altri professionisti e non solo dai notai, introducendo un po’ di concorrenza che porterebbe immediatamente ad un calmieramento dei costi di trasferimento? Fantascienza? No, dobbiamo avere il coraggio e la forza come associazione della proprietà immobiliare di imporre queste  proposte nel programma di un nuovo governo. Non è più il tempo del piccolo cabotaggio, occorrono soluzioni moderne e coraggiose. Che possono camminare solo con le gambe di uomini nuovi e coraggiosi.

Avv. Mario Fiamigi

Direzione Nazionale APPC

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