Le alluvioni in Liguria e i proprietari di case

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Siamo entrati in autunno ed è sempre più percepibile il timore delle istituzioni e dei cittadini per il possibile ripetersi delle disastrose inondazioni che hanno colpito la nostra regione l’anno scorso (e che comunque si manifestano inesorabili da decenni).

Purtroppo non è solo il clima atmosferico ad inquietare ma anche, se non soprattutto quello politico istituzionale visto che si è appena aperta una assurda guerra amministrativa tra Regione e Provincia di Genova relativamente agli obblighi di manutenzione dei corsi d’acqua e che il Comune di Genova, appellandosi a cavilli giuridici il cui utilizzo in caso di calamità naturale è semplicemente ridicolo, intende far pagare ai condomini, e quindi ai proprietari degli appartamenti, il  costo ingentissimo di manutenzioni tecnicamente complicate e delicate solo perché “frontisti” rispetto ai torrenti.

Quindi oltre il danno, perché ovviamente sono proprio i proprietari frontisti che subiscono le conseguenze più devastanti delle esondazioni, anche le beffe.

L’ennesimo esempio di un ente che per ottusità burocratica e insensibilità politica invece di essere dalla parte dei cittadini soprattutto quando diventano vittime incolpevoli di fenomeni naturali, diventa loro nemico. E che per quanto attiene alla Liguria (ma la stessa considerazione vale per tutta l’Italia anche se nella nostra regione la particolare struttura orografica e geo-morfologica moltiplica di numero gli eventi dannosi e accentua le conseguenze del dissesto idrogeologico) solo naturali non sono perché è evidente a tutti quanto pesino le sciagurate scelte urbanistiche, antiche ma anche recenti, di cui portano la responsabilità le stesse forze politiche che oggi intendono fare pagare i costi dei loro errori ai proprietari di case, agli artigiani, ai commercianti ai semplici cittadini vittime di decenni di malgoverno.

Ci vuole una svolta che veda gli enti pubblici finalmente dalla parte della gente, che si intervenga con manutenzioni costanti, che non si addossino ai proprietari responsabilità e doveri che deve sobbarcarsi l’intera comunità, che i soldi degli interventi non vadano sprecati nei”rivoli” della mala politica, più dannosa di cento alluvioni,che i risarcimenti a chi ha avuto la casa o la bottega o il laboratorio distrutto vengano effettivamente erogati con celerità ed efficienza. Ma più che dare pochi spiccioli con anni di ritardo sarebbe il caso di pensare a esenzioni da imposte, ad aliquote ridotte, a finanziamenti per la ricostruzione garantiti dalla Regione.

L’APPC è pronta ad attivare le sue strutture presenti sul territorio regionale in tutti i capoluoghi provinciali per aprire un tavolo permanente con le istituzioni e a fare da tramite tra le stesse e i cittadini . Sarebbe una risposta vera e non la solita burocratica sceneggiata .Ed è per questo che siamo pessimisti, speriamo di essere smentiti.

Mario Fiamigi

Dirigente Nazionale APPC

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