Per un governo delle città

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La crisi economica e sociale colpisce le grandi realtà cittadine in modo apparentemente più virulento che nei centri medio piccoli e nelle zone rurali.

Il settore terziario,anche quello avanzato, sta contraendosi in modo preoccupante e lo stato comatoso in cui versa il comparto dell’edilizia -anche per le angoscianti realtà ( e le ancora più angoscianti prospettive) del mercato delle compravendite immobiliari e delle locazioni- non può che indurre desolanti prospettive.

In attesa che qualche intervento “per lo sviluppo” passi dalle annunciazioni governative ai fatti concreti ( e un fatto concreto dovrebbe essere il totale ripensamento dell’IMU prima responsabile dell’affossamento dell’edilizia e dell’annientamento del mercato immobiliare) lascia sconcertati la mancanza di iniziative da parte dei sindaci che sembrano occupati esclusivamente da ardui esercizi contabili (cioè come aumentare il più possibile l’IMU e le tariffe di propria competenza per far quadrare bilanci che non quadreranno mai).

Eppure il Sindaco gode di un’effettiva investitura popolare (seppure svilita dall’esigua partecipazione al voto), e rappresenta il primo livello della gerarchia amministrativa, quello più vicino alla gente.

La realtà ci attesta che, purtroppo, i sindaci, anche quelli più indipendenti, non sono in grado, per vari motivi, di prendere con coraggio e capacità le iniziative che l’attuale grave momento storico richiederebbe. In questo contesto potrebbe essere di somma utilità rispolverare la figura del city-manager, ovviamente non all’Italiana, quindi non un finto esperto ennesimo prodotto del manuale Cencelli ma un vero manager capace di affrontare con la necessaria cultura d’impresa sia la razionalizzazione di strutture complesse e quasi sempre inefficienti, oltreché costosissime, quali sono gli apparati dei comuni, sia la messa in opera di iniziative miranti al rilancio economico e al risanamento socio edilizio delle zone più degradate.

Queste persone non sono figure mitologiche, esistono e si possono reperire in modo trasparente coinvolgendo l’opinione pubblica e i mass media locali. Certo servono Sindaci coraggiosi che sappiano imporsi sui veti e condizionamenti partitici, rivolgendosi direttamente ai cittadini spiegando con chiarezza i motivi delle proprie scelte. Ma se non si opera con coraggio oggi quando mai si dovrebbe fare?

Mario Fiamigi

Dirigente Nazionale APPC

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