Conferenza 9 giugno, intervento avv. Fiamigi

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Ho avuto qualche problema ad affrontare questo argomento perché parlare dell’IMU ormai mi suscita un senso di repulsione, sarà perché come associazione abbiamo già espresso in tutti i modi e in tutte le sedi la nostra ovvia contrarietà, sarà perché non si trova ormai nessuno che la giustifica e addirittura, con la solita mancanza di pudore e di vergogna, in prima fila a criticarla sono le forze politiche che l’hanno votata e i sindaci che strepitano solo perché non vogliono fare i gabellieri per conto dello stato ma sarebbero ben contenti nel fare i gabellieri in proprio.

Allora ritengo più utile fare alcune osservazioni di carattere generale su cui riflettere insieme.

La prima riguarda l’operazione vergognosa che sta a monte dell’IMU e che, a parer mio, non è stata sufficientemente focalizzata perché assorbita e quasi dimenticata nella furibonda polemica che si è sviluppata e però concentrata solo sulla tassa in sé. Mi riferisco all’arbitrario aumento percentuale degli estimi catastali, un’operazione degna di uno stato totalitario, avvenuta senza nessun confronto o dibattito di alcun genere e priva di quei requisiti di ragionevolezza, equità, corrispondenza alla capacità contributiva che secondo la costituzione sono elementi essenziali per la promulgazione di leggi che introducono nuovi prelievi a carico dei cittadini. E quanto avvenuto è l’inevitabile conclusione di una tendenza in atto oramai da anni, da quando si è cominciato a porre mano agli estimi moltiplicandone il valore secondo la bisogna, infischiandosene di una seria riforma del catasto che avrebbe necessariamente comportato una altrettanto seria riflessione sul sistema fiscale, sulla corrispondenza alla costituzione delle imposte patrimoniali, sul numero esorbitante delle tasse che gravano sula casa, sulle aliquote pesantissime. Ma a che pro fare tutto questo quando la politica ha scoperto che ogni esigenza di cassa può essere risolta con l’aumento senza controlli, senza freni, senza parametri degli estimi. Per questi motivi non credo che Il disegno di legge di delega fiscale, discusso ad aprile dal consiglio dei ministri, riguardante la riforma del catasto, diventerà mai una legge.

La seconda riguarda la sostanziale inutilità di una battaglia esclusivamente condotta contro l’IMU. Credo che l’esperienza avuta con l’ICI e una riflessione sulla condizione economica finanziaria del nostro paese non possa che portare a questa conclusione: il superamento dell’IMU non potrà essere realizzato senza una profonda trasformazione dello stato. Non può certamente essere sufficiente la spending review del Governo Monti, occorre una rivoluzione di sistema, il dimagrimento fortissimo dell’apparato burocratico, la riduzione degli organici,la fine dei privilegi di tutti quelli che direttamente o indirettamente si nutrono di soldi pubblici, dei nostri soldi,grazie alle clientele e agli apparati politici e para politici. Potremmo chiamarla rivoluzione liberale se questo termine non fosse stato sciaguratamente bruciato dal precedente governo. Senza questa trasformazione anche un’ipotetica vittoria, magari una modifica parziale dell’IMU, sarebbe una vittoria di Pirro, come è successo con l’ICI, perché la bestia sarà sempre affamata, sempre di più, e colpirà sempre la casa perché è la cosa più facile, perché l’introito è il più sicuro, perché la pressione fiscale anche su tutto il resto-imposte sul consumo,imposte sui capitali,imposte sul lavoro-è già la più alta d’Europa.

Quindi ritengo che oggi sia fondamentale per la nostra associazione confrontarsi ed aggregarsi con tutti i soggetti che sono portatori dello stesso interesse alla trasformazione dello stato: mondo delle imprese, delle professioni,dell’artigianato,del commercio,dei giovani,tutti quelli che sono oppressi dallo stato elefante. Dobbiamo per forza uscire dal nostro specifico ambito e diventare una parte,importante, di un fronte più ampio e complesso che possa esprimere la forza politica indispensabile per attuare la svolta.

Credo sia questa la sfida decisiva di oggi e di domani.

Avv. Mario Fiamigi

Responsabile Commissione Legale APPC

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