La cedolare secca, luci e ombre…

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E’ mai possibile che in questo paese anche l’introduzione di regimi fiscali che, nelle intenzioni dichiarate del legislatore,dovrebbero costituire un’agevolazione per il contribuente di solito nascondano incertezze,inganni,rischi e alla fine costringano i cittadini a valutarli con diffidenza e sospetto?

Sembra proprio di sì e l’ultimo caso (in ordine di tempo) è costituito dalla cedolare secca sui canoni di locazione.

Una misura auspicata anche dall’APPC che da sempre è in prima linea per tentare di rendere la normativa giuridica e fiscale riguardante la casa degna di un paese normale, cioè di un paese fondato sui principi liberaldemocratici occidentali e non sulla voracità predatoria dello sceriffo di Nottingham.

Però la cedolare dovrebbe agevolare e non complicare, la sua entrata in vigore dovrebbe essere accompagnata da semplici e chiare indicazioni,facilmente comprensibili e non soggette a diverse interpretazioni, non dovrebbe penalizzare e quindi di fatto abrogare i contratti a canone agevolato, soprattutto non dovrebbe essere accompagnata da misure punitive e sanzioni sproporzionate, associando un regime fiscale meno gravoso (per i redditi medio alti) all’intimidazione brutale per i “fuorilegge”.

E’ prevista infatti, per chi non registrerà nei termini, una intollerabile intromissione manu militari dello stato nei rapporti tra privati per cui la durata della locazione verrà coattivamente stabilita in quattro anni a decorrere dalla data di registrazione, si applicherà la disciplina prevista per i contratti a canone libero e il canone di locazione verrà fissato nel minore tra l’importo stabilito tra le parti e quello pari al triplo della rendita catastale. Non parliamo poi dei reietti che oseranno non indicare il canone nella dichiarazione dei redditi.

La sanzione andrà dal 240% al 480% dell’Irpef evasa mentre in caso di indicazione inferiore a quella effettiva la sanzione applicabile andrà “solo” dal 200% al 400%. Strano che non si siano state prese in considerazione altre punizioni come la fustigazione,la gogna,l’esposizione al pubblico ludibrio.

Si vede che anche lo sceriffo di Nottingham ha un cuore. Ma torniamo ai cittadini che si chiedono oggi cosa materialmente si deve fare per esercitare l’opzione a favore della cedolare. Beh,esattamente non si sa, e alla richiesta di informazioni tutti allargano le braccia sconsolati perché il decreto legislativo prevede che sarà l’Agenzia delle entrate a fissare,entro 90 giorni,le modalità di esercizio dell’opzione.

Quello che invece si sa,perché il decreto lo dice esplicitamente, è che eventuali imposte di bollo e di registro pagate per registrazioni già avvenute, non saranno rimborsate. Quindi chi ha preferito versare, come la legge gli dava la possibilità di fare,l’imposta di registrazione per l’intera durata del rapporto contrattuale e non solo per la singola annualità, rimane fregato. E’ ingiusto? Certo, ma non si pretenderà mica che lo sceriffo di Nottingham si comporti secondo giustizia.

E poiché all’ingiustizia si accompagna anche la demagogia ecco spuntare la norma che prevede, in caso di scelta della cedolare,la sospensione per il locatore della facoltà di chiedere qualsiasi aggiornamento del canone.

E visto che c’erano hanno aggiunto anche l’ulteriore appesantimento burocratico della raccomandata da inviarsi all’inquilino in cui il locatore” dovrà comunicare,oltre la scelta del regime della cedolare secca,anche la rinuncia ad esercitare la facoltà di chiedere l’aggiornamento del canone di locazione a qualsiasi titolo” Mancando questa preventiva comunicazione semplicemente “l’opzione non ha effetto”. Misura che, secondo la relazione tecnica che accompagna il provvedimento, deve intendersi “di sostegno a favore degli inquilini che come tale incentiverà ulteriormente il ricorso al regime della cedolare secca”.

Perché ciò costituisca un incentivo è un mistero, però avere avuto una simile pensata proprio in un periodo di ripresa dell’inflazione comporta una certezza. Disincentiva il ricorso alla cedolare.

Avv. Mario Fiamigi

Responsabile Nazionale Commissione Legale Appc

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