Cosa c’è di destra e cosa di sinistra

trasparenza-condominiale

Diceva Gaber: fare il bagno è di destra, la doccia è di sinistra.
Piccolo proprietario è di destra o di sinistra? E qui andiamo a disquisire del sesso degli angeli perché comunque si tratta di una questione che dovrebbe essere stata superata dalla storia, il piccolo proprietario vorrebbe solo essere considerato un cittadino normale sulla base dei diritti e dei doveri previsti dalla Costituzione Repubblicana.

Ma in Italia, e così ritorno a Gaber, c’è l’impossibilità ad essere normali.Dopo questa breve introduzione andiamo al dunque.Ci era stato promesso durante l’ultima campagna elettorale, sia dal Presidente del Consiglio Prodi sia dal Vice Presidente On. Rutelli, che per la casa ci sarebbe stata la tassazione secca del 20% sui canoni d’affitto.

Si trattava di un argomento particolarmente sentito da tutti i proprietari in quanto sui fitti percepiti si sconta in molti casi l’aliquota del 41/43%, valore percentuale aumentato, come è noto, nell’ultima finanziaria (era al 39%). Orbene, se a questo ai aggiunge l’ICI e le inevitabili spese di manutenzione, si sorpassa bellamente il 65/70% di imposizione su quanto percepito. Dunque ai proprietaririmane sì e no il 30% del fitto pagato dal conduttore. Ma questi dati sono conosciuti dall’opinione pubblica e, in specie, dagli inquilini?

Certamente lo dovrebbero sapere ma forse da parte nostranon è stato fatto tutto il possibile per rendere nota questa incredibile situazione. Con la maggiore conoscenza dei dati sarebbe più semplice rintuzzare le lamentele (spesso pelose) di chi sostiene che i proprietari tengono le case sfitte!Che interesse hanno ad affittarle se lo Stato vorace si prende tutto?

La finanziaria non è ancora stata approvata e non si sa, nell’attuale situazione di generale incertezza e precarietà, se e come verrà varata. Le voci provenienti dal Palazzo dicono che il veto posto all’approvazione della cedolare secca sugli affitti del 20% è stato imposto da CGIL – CISL e UIL. Non si capisce il perché i sindacati prendano certe posizioni e a che giovino, anzi sembra che la triplice abbia tendenze autolesionistiche visto che i piccoli proprietari iscritti ai sindacati sono in maggioranza sugli inquilini.

E poi le case nel nostro Paese chi le deve dare in affitto, visto che lo Stato quelle popolari le ha svendute e di nuove non ne costruisce?
Nonostante tutto, e poiché cambiare politica è nell’interesse di tutti, proprietari ed inquilini, confidiamo ancora nel Parlamento, il quale, intervenendo finalmente sulla questione, potrebbe sbloccare molte situazioni ed aumentare le offerte di case in locazione.

Da parte nostra, possiamo assicurare che l’APPC continuerà nel Paese la sua battaglia per il rispetto della proprietà e dell’art. 47 della costituzione che dice “la Repubblica favorisce l’accesso del risparmio popolare alla proprietà della casa”.

La logica antiproprietaria non deve prevalere, il piccolo proprietario è sia di destra che di sinistra, ed è comunque una persona che va rispettata perché ha risparmiato per il bene della sua famiglia e della nazione tutta.
Il risparmio è linfa vitale dell’economia in una democrazia pluralista come la nostra.

Leandro Gatto

Segretario Generale APPC

Condividilo!
You can leave a response, or trackback from your own site.

Leave a Reply

You must be logged in to post a comment.