APPC contro la manovra economica

montialsenato

L’attuale situazione finanziaria riempie tutti di preoccupazione per il futuro.
Non sono un politico,  sono il segretario generale dell’A.P.P.C. e sulla questione sono tenuto ad esprimere il mio parere e a dare un’indicazione alla categoria.

De Gasperi auspicava, nel 1948, dopo l’affermazione della DC, una nazione di proprietari e non una nazione di proletari e su questo disegno ambizioso, ma perseguito dagli italiani, si è improntato lo sviluppo di una nazione di risparmiatori, con un ceto medio forte, tanto più forte e risparmiatore di quanto avvenga nelle altre nazioni che oggi rischiano, come noi, le conseguenze della ennesima crisi finanziaria.

Gli italiani hanno impostato la loro vita verso questo disegno e hanno imposto sacrifici alle loro famiglie.

Oggi tutto questo viene messo in discussione in nome del liberismo, dell’impresa e dell’industria, ma a danno della maggior parte dei cittadini, visto che i proprietari di case si impongono con l’ottanta per cento della popolazione.
Negli ultimi anni, peraltro, la stretta economica (aumento dell’energia, delle imposte dirette ed indirette, dei costi degli esercenti) ha fatto si che in ogni condominio almeno una persona perda la proprietà in quanto non sia in grado di pagare le spese di amministrazione ed altre due si trovino in serie difficoltà.

Ci troviamo di fronte ad un fenomeno di erosione del ceto medio che porterà a fare aumentare il numero dei poveri a favore dei banchieri ed amministratori delegati di grandi industrie strapagati perchè il puro liberismo (che è la direzione che pare aver intrapreso il governo Monti) porta ad una società di poveri, con pochi privilegiati.
Dobbiamo pensare che il sogno di De Gasperi ceda davanti al “si salvi chi può” diretto a colpire sempre e solo i proprietari di casa salvando sempre gli sprechi della politica e di una casta di industriali buoni solo a campare di contributi politici ?

E’ una vergogna ed è troppo. Non si colpiscono i privilegi, ma il risparmio; tutte le forze politiche, nessuna esclusa, parlano di sacrifici, ma dove sono finiti i tagli delle province? Dei piccoli comuni? Del clientelismo più esasperato che oggi regna a tutti i livelli?

E’ troppo comodo colpire il bene che è evidente, come la casa che, come qualcuno della nostra associazione ha sostenuto, è passato da bene rifugio del cittadino a bene rifugio del fisco.

L’I.C.I. , invece di far crescere i nostri comuni (come ci hanno inizialmente raccontato) ed il valore dei nostri immobili ha fatto crescere solo gli sprechi clientelari e le nostre città sono sempre più dei ghetti privi dei servizi più essenziali e dil valore degli immobili è sceso comemai era avvenuto.

I piccoli proprietari sono impauriti e frastornati e temono che i politici irresponsabili, in poco tempo, possano gettare al vento generazioni di sacrifici.
Loro hanno mangiato  a quattro ganasce e adesso a pagare il conto chiamano quelli che si sono sacrificati per risparmiare, credendo nella nazione.

Chiamiamo i piccoli proprietari alla mobilitazione; la nostra arma non può essere che il voto, per cui individueremo coloro che avranno assunto decisioni a danno alla piccola proprietà e, quando sarà l’ora, renderemo noti coloro che , in parlamento, avranno dato il benestare a queste misure scellerate.

 

                                                                                           Gatto Leandro
Segretario Generale A.P.P.C.

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